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Antonello da Messina: 3 opere e la musica classica contemporanea

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Antonello da Messina 3 opere e la musica classica contemporanea-4

Antonello da Messina, maestro di pittura tonale.

Antonello Da Messina fu il maggior dei pittori siciliani del ‘400. La sua arte rappresentava la perfetta fusione tra cura della luce e dei minimi dettagli, caratteristiche tipiche della pittura fiamminga (pittura tonale), e la solennità, la profondità psicologica e la vitalità della scuola pittorica italiana.

Caratterizzazione psicologica e umana.

Antonello da Messina fu molto attento alla caratterizzazione psicologica e umana dei soggetti dipinti. Lo sguardo liquido dei personaggi, fortemente diretto allo spettatore, le espressioni facciali, l’eleganza della postura, l’utilizzo della luce, rende le sue opere uniche ed inconfondibili.

Profondità psicologica e vitalità cromatica.

Secondo numerosi storici dell’arte, Antonello da Messina fu il primo pittore veramente europeo, soprattutto perchè nessun artista italiano del XV secolo rispose in maniera cosi diretta gli impulsi dei maestri fiamminghi Jan Van Eyck e Petrus Christus. Profondità psicologica e vitalità cromatica delle opere del maestro siciliano, hanno fatto sì che pensassimo di associare 3 dei suoi dipinti ad altrettanti brani di musica classica contemporanea.

Ritratto d’ignoto Marinaio (1465-1476).

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Questo bellissimo dipinto, datato tra il 1465 ed il 1476, abbiamo voluto associarlo al brano “Come sei veramente” di Giovanni Allevi. La posa è di tre quarti, lo sfondo cupo e la rappresentazione certamente essenziale, derivano dai modelli fiamminghi. Basti citare il grande Petrus Christus, probabilmente conosciuto da Antonello, in Italia. La luce è radente ed illumina candidamente il volto, facendo emergere con morbidezza ilineamenti. Un’ espressione serena, quasi ridanciana, si apre sul viso dell’uomo, che ci appare in tutta la genuinità. Ecco perchè abbiamo scelto le melodie tanto morbide quanto intense del fortunato brano di Giovanni Allevi, del 2005.

Annunciata di Palermo (1476).

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Il dipinto Annunciata di Palermo, l’abbiamo associato al brano “Le conseguenze dell’amore” di Pasquale Catalano. Il quadro, datato 1476, rappresenta, secondo molti, uno dei maggiori traguardi della pittura rinascimentale italiana. L’aria solenne della composizione, lo sguardo magnetico, quasi perso del vuoto, e la mano sospesa, creano un’atmosfera mistica, sospesa nel tempo, tipica di un grande capolavoro. Ci piace pensare che in quell’istante, Maria, stesse pensando a suo figlio, in preda a strazianti sentimenti di dolore e nostalgia. Ecco la ragione del nostro accostamento all’intenso brano di Catalano, colonna sonora dell’omonimo film di Paolo Sorrentino del 2004. Il titolo “Le conseguenze dell’amore”, oltre che il crescendo melodico, riteniamo raccontino tanto.

Ecce Homo (1474).

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Ecce Homo, dipinto databile intorno al 1474, ci stupisce per la fissità struggente dello sguardo, le sopracciglia abbassate, le lacrime e l’amara contrazione delle labbra che sottolinea il viso mesto e addolorato del Cristo. Avvertiamo una pena tutta interiore, caratterizzata dal peso tradimento ricevuto dall’umanità. Riteniamo si tratti di aspettative disattese d’amore, che abbiamo voluto sottolineare con l’accostamento alla dolcezza delle note del brano “Love me” del 2001, del pianista e compositore sudcoreano Yiruma.

Antonello da Messina, maestro indiscusso di pittura tonale e sensibile indagatore dell’animo umano è stato il progonista di questo nostro secondo esperimento, (augurandoci vi sia gradito), che incrocia arte e musica. A presto con nuovi artisti e nuova musica.

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