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Culto dei morti, a Napoli una tradizione secolare

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Culto dei morti, a Napoli una tradizione secolare-1

Culto dei morti, a Napoli una tradizione secolare molto particolare.

Tra qualche giorno ricorre il 2 novembre  giorno dedicato alla commemorazione de defunti. Si tratta di una ricorrenza celebrata una volta all’anno dalla Chiesa latina, appena dopo il giorno dedicato a tutti i santi. 

In occasione di questa solennità connessa ai nostri cari estinti vi è l’opportunità di acquistare un’indulgenza, parziale o plenaria, secondo le indicazioni della Chiesa cattolica. Qui in Italia il giorno dei morti non è considerato un giorno festivo in quanto non è mai rientrato tra le festività religiose contraddistinte con il colore rosso sul calendario.

Si tratta dunque di un giorno feriale come gli altri, nel quale si ricordano le anime dei nostri familiari o di amici passate a miglior vita. Pertanto c’è l’usanza di recarsi al cimitero per  portare sulla tomba o sul loculo dei defunto un mazzo di fiori.

A Napoli, città unica al mondo per quanto riguarda la storia, le leggende e le tradizioni, il culto dei morti è una credenza popolare assai diffusa. Nel capoluogo partenopeo, ormai da tempo immemorabile il popolo napoletano ha sempre avuto un rapporto con i defunti davvero particolare, continuando in un certo senso a parlare con loro come se fossero ancora vivi. 

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Secondo una leggenda i morti, in cambio di preghiere per la loro anima, proteggono i vivi e talvolta riescono anche a realizzare i loro desideri. Vi è una vera corrispondenza tra il familiare in vita ed il parente estinto. Nel corso della notte i morti entrano nei sogni dei propri cari dando loro degli elementi da tramutare in numeri da giocare poi al lotto, ovviamente sulla ruota di Napoli.

Tuttavia qualche volta i sogni non vengono bene interpretati dai vivi causando rabbia e malcontento. Dunque il culto dei morti a Napoli è un rito a cui nessuno può sottrarsi dal momento che questi ultimi riescono a prevedere anche il futuro, mettendo in guardia i  familiari ancora in vita, in caso di un evento nefasto. 

Del resto il vincolo tra il mondo dei morti e quello dei vivi si nota facilmente se facciamo una piccola passeggiata per i vicoli e le strade di Napoli, dove possiamo trovare, lungo il cammino piccole cappelle, edicole votive, teche, altarini, lumini o candele accese o ghirlande di fiori appoggiate sul grosso ritratto del defunto. Un rito vero e proprio che si può ammirare in tutti i quartieri della città.

I luoghi emblematici di questo vincolo del popolo partenopeo con i morti ed in special modo con le anime del Purgatorio sono il famoso Cimitero delle Fontanelle sito nel rione Sanità e la Chiesa di Santa Maria del Purgatorio che si trova in via dei Tribunali.

Il limite tra superstizione e fede è tuttavia sottilissimo, ma i devoti del culto dei morti si sentono vicini non solo alle anime dei propri cari ma anche a quelle di umili origini.

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