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Epiluminescenza, un nuovo modo di vedere i nei

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Epiluminescenza, un esame molto importante.

Di noi e degli altri, è la parte che forse più tempo passano ad osservare i nostri occhi. Ci permette di interagire con il mondo, di capire cos’è un abbraccio, di sentire il solletico di un morbido velluto, ma anche di proteggerci. La pelle, che alla scienza piace chiamare epidermide, è così importante da far parte di un vero e proprio apparato, al pari di quello respiratorio e cardiocircolatorio, cioè l’apparato tegumentario.

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Questo apparato, non solo umano, ma comune un po’ a tutte le specie viventi, è un rivestimento pluristratificato in più tessuti, tra cui la pelle, che svolge le funzioni di rivestimento, termoregolazione e secrezione. Beh, si potrebbe dire che stiamo parlando di semplice pelle, e invece bisogna capire che essa è molto di più: circoscrive la vita, dandole un preciso spazio entro il quale potersi sviluppare, permettendo tra la moltitudine di forme viventi, di dire ciò che è questo, e ciò che è quello.

Cos’è un neo?

Qua e la, la nostra pelle è screziata da punti più o meno grossi, marroni, neri o rossi, che chiamiamo nei. Tutti ne hanno qualcuno, e la loro forma e dimensione varia da persona a persona, creando una combinazione davvero unica. Avvolte, quando capitano in punti particolari, i nei sanno donare un certo fascino, e ci si può affezionare a loro perché li sentiamo parte di noi e del nostro aspetto. Cercando di capire meglio cos’è, possiamo dire che un neo è una macchia della pelle che persiste nel tempo, differenziandosi da colorazioni accidentali o da un’ecchimosi ( altresì detta “livido”) che sono transitorie, ed è spesso circolare, piana o in rilievo, con un colore che va dal nero, al marrone, al rosso, fino, ma più raramente, al rosa.

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Il nevo, questo il suo nome scientifico, è un’alterazione localizzata della pelle composta da cellule epiteliali non organizzate e, senza spaventarci, possiamo dire che si tratta di un tumore, ma benigno, che quasi sempre ha un aspetto gradevole. Ne esistono ben tre tipi, i nei melanocitici, i nei vascolari ed i nei dermici, tutti benigni. La lentiggine, ad esempio, è un neo melanocitico. Sorge però un problema: sulla pelle può manifestarsi anche un altro tipo di nei (che nei non sono), i melanomi, che stavolta però benigni non sono. Il melanoma infatti è un tumore maligno della pelle. Occorre quindi fare attenzione, e vanno distinti.

Come si distingue un neo da un melanoma?

Ci sono alcune situazioni favorevoli all’insorgenza di un melanoma. Tra queste, ad esempio, c’è il fatto di avere la pelle chiara e soggetta facilmente alle scottature solari, oppure avere numerose lentiggini, o addirittura fare un eccessivo uso di lampade abbronzanti. Sono queste alcune situazioni in cui è più facile che si possa formare un melanoma, ma non sono condizioni uniche e necessarie. E perciò, visto che ognuno di noi, a prescindere, deve scrutare bene i propri nei, possiamo anzitutto avvalerci di un semplice metodo per una prima autovalutazione: la Regola dell’ABCDE! Questa regola ci permette di fare una prima distinzione, per poi procedere, in caso di nei sospetti, ad una valutazione più accurata da parte di uno specialista.

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I cinque punti di questa regola sono: A, cioè Asimmetria, perché i melanomi non sono simmetrici; B per Bordi, perché i bordi dei melanomi sono irregolari, frastagliati e sfumati; C per Colore, perché il melanoma spesso non è omogeneo, come il normale neo, nel colore; D per Dimensione, un neo con diametro superiore ai 6 millimetri inizia ad essere sospetto; E, che sta per Evoluzione, cioè la modifica dell’aspetto, del colore e delle dimensioni nel tempo, perché mentre il normale neo rimane quasi invariato nel tempo, il melanoma può crescere e cambiare aspetto nel tempo. Se un neo risponde anche ad una sola di queste caratteristiche, è da porre al vaglio di uno specialista dermatologo.

Ad un esame più attento. L’Epiluminescenza.

Ora ci occorre capire come esaminare un neo. Oltre alla differenziazione con esame visivo, di cui sono esperti i dermatologi, ci si può avvalere anche dell’ausilio di moderne tecnologie. Ce ne sono diverse, ma tra queste, per la sua innovazione, la sua efficacia e la sua economicità, ha attirato la nostra attenzione l’esame Epiluminescenza.

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Dermatoscopia o Epiluminescenza.

La Dermatoscopia, altresì detta Epiluminescenza, è una tecnica innovativa per l’analisi dei nei e l’individuazione di eventuali melanomi, assolutamente non invasiva, utilizzata per la prima volta già negli anni ’50 dal Dott. L. Goldman, e poi perfezionata negli anni ’90 diventando così una tecnica diffusa, che si basa sull’utilizzo di un piccolo strumento ottico manuale, il dermatoscopio, che irradia sulla zona interessata, preventivamente trattata con un gel ottico che rende traslucida la pelle e soprattutto ne evita la riflessione, un fascio di luce polarizzata, e che dotato di una lente al suo centro, permette quindi di ingrandire il neo dalle 10 fino alle 20 volte!

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Ciò permette di osservare il neo in profondità, al suo interno, fino alla giunzione dermoepidermica, cioè la giunzione tra lo strato più esterno della pelle, l’epidermide, e quello più interno, il derma. Diciamo che è una sorta di ecografia della pelle, però non fatta con l’utilizzo del suono, ma con quello della luce! È utilizzata a scopo preventivo, che questa tecnica da il suo meglio. Nel tempo si è dimostrata essere molto affidabile, portando la probabilità di scovare un melanoma, precocemente, fino al 92%, ed evitando così l’asportazione di nei che invece sono benigni.

Mappatura dei nei con l’esame Epiluminescenza.

La possibilità di avere delle immagini digitalizzate e di poterle archiviare, ha messo in luce negli anni quella che era la maggiore potenzialità dell’Epiluminescenza: creare una mappa dei nei. L’Epiluminescenza è un test fondamentale poichè avendo, di esame in esame, più immagini di un neo sospetto, è possibile fare un confronto tra il prima e il dopo, capendo in che modo il neo si evolve nel tempo.

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Epiluminescenza, un esame fondamentale.

Si crea così una vera e propria banca dati, dove il dermatologo, tramite un disegno schematico o un fotografia di una o più parti del corpo, neo per neo, lo vediamo annotarne la posizione, la dimensione, il colore e se possibile anche una foto ingrandita, in modo da poter avere un cronistoria per ognuno di essi, e poter evitare così lo sviluppo di un melanoma riconosciuto in tempo. In particolare, questa mappatura si dimostra cruciale nei casi in cui i nei da controllare, per una persona, sono anche più di 50!

Avere cura della nostra pelle.

È quindi indispensabile, riconoscendone il valore, prendersi cura di una parte bellissima di quell’opera d’arte che è il nostro corpo, la pelle, con le sue numerose macchiette, i nei, che la rendono ancora più affascinante ed intrigante, ma non per paura, bensì per rispetto, servendosi delle più moderne tecnologie e del supporto di uno specialista.

Angelo De Rosa

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