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La Gaiola: isola maledetta per il popolo napoletano

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La Gaiola, grande splendore nel cuore di Posillipo.

La Gaiola, un’isola minore della città di Napoli, situata di fronte alla collina di Posillipo, è detta dal popolo napoletano l’Isola Maledetta.

Nella splendida baia di Trentaremi.

La gente di Napoli la chiama l’isola maledetta, per vie degli eventi nefasti accaduti agli inizi del ‘900, parliamo della Gaiola, una delle isole più piccole e più belle del capoluogo campano, che si trova  di fronte alla collina di Posillipo,, nella splendida baia di Trentaremi, non distante dal borgo di Marechiaro. L’etimologia del nome Gaiola, deriva dal latino “cavea”, ovvero piccola grotta, che anticamente il popolo napoletano tramutò in dialetto “caviola”, divenuta, poi col passare del tempo in italiano “Gaiola”.

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L’isola maledetta.

Quest’isola, tuttavia, nonostante la sua bellezza, è definita dai napoletani, come detto, l’isola maledetta, per via di inquietanti leggende che vedono protagonista un eremita detto lo Stregone, che abitava questi luoghi agli inizi dell’ottocento.

Mistero.

Dopo la morte dello stregone sull’isola, evento avvolto dal mistero, per un breve periodo numerose famiglie hanno abitato o soggiornato in ville del posto, venendo purtroppo da disgrazie economiche o lutti familiari. Anche l’avvocato Gianni Agnelli abitò sull’isola, avendo comprato quella villa, ma pure lui, come vuole la maledizione ebbe numerosi lutti, per cui dopo tre o quattro anni decise di venderla al magnate del petrolio Paul Getty.

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Maledizioni.

Manco a dirlo, anche il petroliere non ebbe pace. Nel 1973 infatti la ‘ndrangheta calabrese rapì il figlio e per convincere il padre a pagare il riscatto inviò un’orecchio del giovane alla famiglia che fu costretta a pagare ben 17 milioni di dollari, per potere rivedere vivo il ragazzo. Precedentemente,negli anni ’20, la villa fu proprietà dello svizzero Hans Braun,m a questi fu trovato morto e avvolto in un tappeto. La storia si ripeté anche con il tedesco Otto Grunback, il quale morì d’infarto sempre in quella casa. La maledizione finì solo con Gianpasquale Grappone che fu  coinvolto nel fallimento della sua società di assicurazioni “Colombo” negli anni ’80.

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La Gaiola, luogo incantevole.

Brutte storie a parte, la Gaiola è un luogo meraviglioso, dal quale si possono ammirare dei  paesaggi che tolgono il respiro. Tutta la zona è caratterizzata da fondali ricchi di reperti antichi dell’epoca romana, nonché  grotte e resti di ville principesche. Oggi l’isola  è completamente disabitata e non ha più alcun proprietario visti i tragici trascorsi che la vedono coinvolta.
Oltre ad avere grande mportanza dal punto di vista biologico, l’isola consente di  fare attività subacquee, e di bagnarsi nelle meravigliose acque dell’insenatura, dove vi è anche una delle spiagge più caratteristiche della città partenopea.

 

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