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Papa Francesco: Pena di morte non ammissibile il catechismo va adeguato

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Papa Francesco -pena di morte

Papa Francesco, nel corso di una commemorazione in Vaticano, del Catechismo della Chiesa cattolica, pubblicato 25 anni fa da Giovanni Paolo II,  ha oggi affermato riferendosi alla pena di morte:“Per quanto grave possa essere stato il reato commesso, la pena di morte è inammissibile perché attenta all’inviolabilità e dignità della persona”.

Papa Francesco ha voluto inoltre ricordare il principio, già contenuto nel Catechismo romano, secondo il quale, “tutta la sostanza della dottrina e dell’insegnamento dev’essere orientata alla carità che non avrà mai fine, il tema della pena di morte, dovrebbe trovare nel Catechismo della Chiesa Cattolica uno spazio più adeguato e coerente con queste finalità espresse”.

La versione vigente del Catechismo, successiva di cinque anni a quello inizialmente promulgato da Karol Wojtyla nel 1992, recitava, al paragrafo 2267,  “l’insegnamento tradizionale della Chiesa non esclude, supposto il pieno accertamento dell’identità e della responsabilità del colpevole, il ricorso alla pena di morte, quando questa fosse l’unica via praticabile per difendere efficacemente dall’aggressore ingiusto la vita di esseri umani. Se, invece, i mezzi incruenti sono sufficienti per difendere dall’aggressore e per proteggere la sicurezza delle persone, l’autorità si limiterà a questi mezzi, poiché essi sono meglio rispondenti alle condizioni concrete del bene comune e sono più conformi alla dignità della persona umana”. Papa Francesco, quindi, chiede un cambiamento radicale di queste espressioni, per escludere categoricamente il ricorso alla pena capitale.

Inoltre, ha affermato il sommo Pontefice, “Purtroppo, anche nello Stato Pontificio si è fatto ricorso a questo estremo e disumano rimedio, trascurando il primato della misericordia sulla giustizia”. “Assumiamo le responsabilità del passato, e riconosciamo  che quei mezzi erano dettati da una mentalità più legalistica che cristiana”.

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