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Quadreria dei Girolamini, sita nel Complesso dei Girolamini, meriterebbe più attenzione

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Quadreria dei Girolamini, sita nel Complesso dei Girolamini, meriterebbe più attenzione.

Accompagnati da una guida d’eccezione, il critico d’arte Achille Della Ragione, abbiamo visitato la Quadreria dei Girolamini a Napoli, ospitata all’interno della Casa dei padri dell’Oratorio di San Filippo Neri annessa alla cosiddetta chiesa dei Girolamini, che  meriterebbe più attenzione.

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La Quadreria dei Girolamini, nata agli inizi del XVII secolo, in virtù di un lascito di Domenico Lercaro, un ricco sarto e commerciante di tessuti, è la prima quadreria pubblica di Napoli, sita in Via Duomo ed è ospitata all’interno della casa dei padri dell’oratorio San Filippo Neri, adiacente alla Chiesa dei Girolamini. Luogo in cui veniamo subito colpiti da un bellissimo chiostro.

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Infatti questo facoltoso e possidente commerciante di tessuti, tra l’altro, oltre ad essere un grande amatore e conoscitore dell’arte, era un vero mecenate, tanto che  lasciò scritto nel suo testamento di voler donare, alla Congregazione dell’Oratorio tutto il suo mobilio e tutte le sue opere d’arte; Componevano la sia magnifica collezione l’Incontro tra Cristo e San Giovanni Battista ed il San Girolamo di Francesco Gessi, terminati dopo la morte del Lercaro, infine, un’altra importante opera della collezione  è quella della famiglia Milano giunta ai Girolamini nel 1631.

In origine, la Quadreria dei Girolamini era la sola sacrestia maggiore, in cui, attualmente sono esposti, tra gli altri, anche alcuni dipinti non appartenenti alla collezione di cui parlavamo ma di proprietà della stessa chiesa. Del resto il benefattore Lercaro impose che il lascito testamentario fosse legato all’onere di esporre le sue opere d’arte o nella tribuna della chiesa o nella sacrestia, che restò la sede della prestigiosa pinacoteca fino alla realizzazione di una riorganizzazione dell’allestimento espositivo nel 1961.

La Quadreria dei Girolamini rimase chiusa ben quindici anni in seguito al terremoto dell’Irpinia del 1980. Riaprì, infatti, solo nel 1995. Ai giorni nostri, l’esposizione è stata dislocata in alcune sale ubicate  al primo piano del complesso, a cui si arriva attraversando il chiostro degli aranci. Uno dei quadri più antichi della quadreria dei Girolamini è senza dubbio  l’Adorazione dei Magi di Andrea Sabatini da Salerno, su cui pone fortemente l’accento Achille Della Ragione; un dipinto del 1513, opera di uno dei primi pittori dell’Italia meridionale, allievo di Raffaello e Leonardo da Vinci.

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Mentre fra i quadri risalenti al sedicesimo secolo troviamo il San Sebastiano di Giuseppe Cesari detto il Cavalier d’Arpino e un‘Adorazione dei Magi di Federico Zuccari; prestigiosi  anche un Giudizio di Pilato derivante da un’incisione di Luca di Leida e un Salvator Mundi di Bartholomaus Spranger. Sempre cinquecentesca la Madonna con Bambino di scuola greco-cretese.

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Ad arricchire la splendida pinacoteca ci sono pitture di scuola parmense tra le quali  risaltano  due autentici capolavori di Guido Reni, Fuga in Egitto e Incontro di Cristo con il Battista, e dipinti di Fabrizio Santafede e Giovanni Bernardo Azzolino i quali ricalcavano il manierismo della Toscana. Opere di cui ci racconta accoratamente Achille Della Ragione.

Nel corso della riorganizzazione museale della Quadreria dei Girolamini  realizzata negli anni novanta, sono state inserite delle altre opere tra cui spiccano un busto in terracotta di San Filippo e due Pietà del Sammartino.

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Il Complesso dei Girolamini, pur essendo uno dei principali monumenti della città partenopea, non ha l’attenzione che meriterebbe, da parte degli appassionati dell’arte. Errore grossolano non visitare tale struttura, visto che all’interno del complesso sono custodite opere, come detto, di importantissimi artisti delle scuola pittorica napoletana, bolognese, umbra e toscana.

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