Che ci fai con tutti quei palazzi fascisti e gli archi di trionfo di Benito Mussolini?

Più sbagliato della precedente diluizione di base Casa del Fasio a Bolzano Non può essere un’opera d’arte. Non solo le sculture sull’enorme terreno di quasi 200 metri quadrati in un classico stile eroico sempre amato dai leader degli stati totalitari, ma anche il contenuto è completamente sbagliato. I 57 pannelli in pietra dell’edificio neoclassico del 1942 mostrano la “vittoria del fascismo”, secondo il titolo del rilievo realizzato dallo scultore Hans Pevrader (1888-1950). A sinistra, i soldati italiani, contro i quali Bevrader aveva combattuto come soldato austriaco nella prima guerra mondiale, tornarono dalle trincee e si presero gioco del movimento fascista di Mussolini. Un po’ più a destra sterminarono alcuni bolscevichi. All’estrema destra c’è un fumetto scolpito raffigurante le guerre coloniali combattute dall’Italia fascista in Libia ed Etiopia e la prosperità economica, culturale e sportiva che Mussolini ha portato. Il fulcro splendente è il Mussolini alto un metro a cavallo che porta la “Salute romana” con il braccio destro teso. Sotto il cavallo sono scolpite nella pietra calcarea le tre parole chiave del Fascismo: Credi, obbedisci, combatti – Credi, obbedisci, sforzati.

ufficio delle imposte

Ma per quanto sinistro fosse questo rilievo, rimase intatto per quasi settant’anni sulla facciata leggermente curva dell’ex sede del partito fascista che ora funge da ufficio delle imposte. Infatti, il disegno del cartone in travertino fu completato solo nel secondo dopoguerra. Quando il 25 luglio 1943 cadde il regime fascista, tre comitati non si erano ancora svolti. Sono rimasti per anni sotto il lungo balcone di Casa del Fascio. Solo nel 1957 furono appesi al posto giusto.

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Destino del dopoguerra vittoria fascista È tipico per affrontare l’eredità dell’era fascista (1922-1943) in Italia. Rispetto al conflitto tedesco con il passato nazista, l’atteggiamento italiano nei confronti del passato fascista è molto calmo. Ad esempio, mentre in Germania la classica statua nazista è stata faticosamente spogliata della svastica e di altri attributi del Terzo Reich, in Italia gli edifici governativi e le opere d’arte negli spazi pubblici di epoca fascista sono rimasti praticamente intatti.

Ad esempio, il Foro Italico di Roma è ancora pavimentato con un gigantesco mosaico che canta il Fascismo, e c’è anche un obelisco alto 36 metri con la scritta dal basso verso l’alto. La guida di Mussolini cesellato. Molte delle ex Case del Fascios, che si trovano in quasi tutte le città italiane di qualsiasi dimensione, ne sono ancora decorate. cinghia, un fascio di verghe con un’ascia che era un simbolo di potere nell’antica Roma. A Bolzano, che faceva parte dell’Impero austriaco come Posen prima del 1918, c’è persino un grande arco trionfale con 14 basi gigantesche come colonne.

Casa del Fasio a Bolzano
Foto di Germano Bosseri

L’Arco di Trionfo, costruito per commemorare la vittoria italiana nella prima guerra mondiale, sorge all’inizio del nuovo quartiere costruito dal regime fascista quasi un secolo fa nel contesto dell’italianizzazione dell’Alto Adige Posen. La tentacolare piazza del Tribunale dechirico, con l’ex quartier generale fascista da un lato e il Palazzo di Giustizia dall’altro, era il cuore totalitario del quartiere di Mussolini.

messaggio rifiutato

A causa della brutale italianizzazione dell’Alto Adige, il completamento del fumetto fascista in pietra dopo la seconda guerra mondiale nella provincia di Posen non fu del tutto indiscusso. La popolazione di lingua tedesca in particolare ha di volta in volta contestato la presenza enfatica e demoralizzante di Mussolini e fascisti nella piazza principale.

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Solo nel ventunesimo secolo le loro obiezioni furono in una certa misura soddisfatte. Quando è stato necessario ripristinare i soccorsi nel 2011, il Ministero della Cultura italiano ha deciso che era giunto il momento “interventi illustrativi” in un vittoria fascista. A tal fine è stato indetto un concorso, basato sul principio che un’opera d’arte ha forma e contenuto. Gli artisti sono stati incaricati di rispondere alla domanda su cosa fare con un’opera d’arte che “sebbene abbia un messaggio discutibile, è innegabilmente di grande valore artistico”.

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Ciò significa che gli artisti che vogliono cancellare la storia, ad esempio, vittoria fascista Essere schiacciati durante un’esibizione antifascista non aveva scampo. Il concorso è stato vinto dagli artisti altoatesini Arnold Holzknecht e Michel Bernardi con un brillante “intervento” tanto disciplinato quanto radicale. Hanno suggerito di aggiungere al rilievo una dichiarazione della filosofa tedesco-americana Hannah Arendt (1906-1975) nelle tre lingue ufficiali dell’Alto Adige (italiano, tedesco e Laden). La loro proposta è stata soddisfatta nel 2017. Da allora, l’intera lunghezza dell’iscrizione e attraverso il cavaliere Mussolini legge in lettere luminose: “Nessun uomo ha il diritto di obbedire”.

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