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Massimo napoletano, ossia Teatro di San Carlo, 280 anni ma non li dimostra

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massimo napoletano

Il Massimo napoletano ossia il Teatro di San Carlo di Napoli, festeggia il suo  duecentottantesimo compleanno ma non li dimostra affatto. 

Il Massimo napoletano, vale a dire il teatro di San Carlo, peraltro il più antico al mondo, ha festeggiato in questi giorni il suo duecentottantesimo anno di età; infatti fu inaugurato il 4 novembre del 1737. All’evento partecipò Stendhal lo scrittore francese che celebrò la grandezza e la bellezza di questo teatro con una frase diventata ormai celeberrima e che ci fa comprendere cosa era a quell’epoca il Regio Teatro di San Carlo, ma ecco come lo definì lo scrittore transalpino:

“Non vi è nulla in tutta l’Europa, che non dico che si avvicini a questo teatro, ma che ne dia la più pallida idea”. Un complimento lusinghiero ma meritatissimo per il teatro San Carlo tempio della lirica, sul cui palcoscenico sono saliti i più grandi della musica classica di tutti i tempi.  A 280 anni dalla sua fondazione il Massimo napoletano è tuttora tra i più grandi e suggestivi teatri al mondo ed ha ospitato e continua ad ospitare celebri opere e grandi maestri d’orchestra, tra cui Riccardo Muti, che lasciano a bocca aperta  gli amanti di questo genere.

massimo napoletano
Teatro di San Carlo © foto Luciano Romano

D’altronde il teatro è ancor oggi di una straordinaria bellezza e suntuosità. Si tratta di un grande edificio situato a pochi metri da palazzo Reale e Piazza del Plebiscito a Napoli: sia gli esterni che gli interni sono di un’eleganza mostruosa, inoltre  vi sono tante decorazioni in oro, con specchi, velluti rossi e con una magnifica volta del soffitto sul quale è dipinta una scena che rappresenta Apollo che mostra ad Atena le arti.

Il Massimo napoletano fu fatto costruire da Re Carlo di Borbone, da Giovanni Antonio Medrano ed Angelo Carasale e, come anticipato in precedenza fu presentato il 4 novembre 1737, nel giorno dell’onomastico del re. La prima opera rappresentato in scena fu l’Achille in Sciro di Domenico Sarro su libretto di Pietro Metastasio.

Per la cronaca, il Teatro fu distrutto completamente da un incendio durante la notte fra il 12 e 13 febbraio del 1816 ed il disastro fu riprodotto su tela anche da grandi artisti dell’epoca come Pitloo, Salvatore Fergola e da diversi illustratori di guaches. Malgrado l’intervento dell’esercito il teatro bruciò totalmente ma già pochi giorni dopo, con un decreto emanato dal re Ferdinando di Borbone si nominò una commissione per ricostruire in breve tempo il regio teatro napoletano.

Pertanto in appena  10 mesi, il San Carlo ritornò quello di un tempo ed  il 12 febbraio del 1817, Ferdinando di Borbone  inaugurò, nuovamente il Regio Teatro che è rimasto tale e quale  ancora oggi. Nel corso della sua lunga storia il Teatro San Carlo ha ospitato un’infinità musicisti e grandi maestri della musica tra cui Georg Friedrich Händel, Franz Joseph Haydn ed un giovane Mozart oltre ad altri grandi della musica italiana quali Gioacchino Rossini, Gaetano Donizetti, Giuseppe Verdi, Vincenzo Bellini e Niccolò Paganini.

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